Studiopiù Sicilia

01

Ott

A Palermo la prima piantagione italiana di caffè: un sogno che diventa realtà

Un raccolto di Arabica segna l’ingresso dell’Italia nella “coffee belt“.

La Sicilia diventa la località in assoluto più a Nord in grado di produrre caffè. Un nuovo primato, che segna l’ingresso dell’Italia nella cosiddetta “coffee belt“, la cintura geografica in cui si trovano la maggior parte delle piantagioni dell’intero pianeta. È partita, dunque, la sfida “impossibile” di creare una filiera del caffè 100% Made in Sicily. Il primo raccolto è di Arabica, per circa 30 chili, di varierà Bourbon e Catuai. Ad annunciare la mini-produzione è Andrea Morettino, quarta generazione di torrefattori di Palermo.

Questa prima mini-produzione ha un valore più culturale e didattico che commerciale, ecco perché. «Questa piantagione sperimentale è un sogno – ha detto Morettino – che si è realizzato nel giardino della nostra fabbrica museale e Scuola del caffè a San Lorenzo ai Colli. Frutto della collaborazione con l’Orto Botanico che, per l’area coloniale, importò un secolo fa semi dall’Etiopia. Da quei semi, insieme all’Università di Palermo, quest’anno abbiamo avuto un raccolto straordinario di Arabica a Km 0. Siamo a latitudini ben diverse dai Tropici e ci vorranno almeno dieci anni per farne un progetto commerciale ma il microclima ha permesso la prima piantagione all’aperto di caffè in Sicilia con drupe nostrane».

Quale sarà, dunque, il futuro della prima piantagione italiana di caffè? «I cambiamenti climatici – ha aggiunto Morettino – hanno già portato in Sicilia, che è un continente dal punto di vista agronomico, raccolti straordinari di papaya e avocado. Confrontandomi con gli addetti dell’Orto Botanico, abbiamo constatato fioriture eccezionali di numerose piante esotiche dovute al microclima. Ma per una produzione significativa di caffè Made in Sicily ci vorrà tempo, almeno dieci anni, e guardiamo con interesse alle aree del Ragusano e Siracusano, tra le più calde d’Europa». «Papà Arturo – ha spiegato – ha creato negli anni Novanta la prima piantagione sperimentale en plein air e la natura quest’anno ci ha regalato un raccolto locale straordinario, celebrando al meglio i primi 100 anni di attività d’impresa, da una sessantina di piante di età differenti coltivate alla penombra di alberi di pepe rosa».

Andrea Morettino ha aggiunto anche qualche dettaglio in più sulla possibilità di produrre caffè in Sicilia. «Nel mondo sono state classificate 124 varietà di caffè, tra le più note l’Arabica e Robusta e sogniamo di aggiungere presto una coltura nativa siciliana alle classiche colture che crescono tra il Tropico del Cancro e quello del Capricorno. Vogliamo lavorare a un progetto di un caffè a Km 0, a basso impatto ambientale, con una produzione sostenibile di una selezione di caffè siciliano che porti al recupero di serre abbandonate e incentivi un ritorno dei giovani alla terra. Il nostro – ha concluso – è un piccolo appezzamento che non cambierà il destino dei grandi produttori ma che può stimolare nuove ricerche e professioni in Agraria. Per la tostatura abbiamo seguito la nostra tradizione: una media tostatura che all’assaggio, come ha precisato a moka spente il sommelier del caffè Nicola Battista, ha restituito sentori di uva zibibbo, carruba e un fiore esotico ma presente in molti balconi palermitani: la Pomelia».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: siciliafan.it