Studiopiù Sicilia

27

Apr

Antipasto Siciliano, storia di un piatto che prima non c’era

Pochi lo sanno ma, in Sicilia, un tempo non c’era l’abitudine di iniziare il pasto così.

Per aprire l’appetito non c’è niente di meglio di un bell’antipasto. Non serve qualcosa di troppo complicato, ma basta un piccolo piatto, magari con qualcosa di sfizioso, che prepari lo stomaco alle pietanze principali in arrivo. Quando si parla di antipasti della cucina siciliana, c’è solo l’imbarazzo della scelta: caponate, fritturine, verdure e ricette con il pesce fanno bella mostra di sé in tavola, per la gioia dei commensali. Se la bontà dei nostri piatti è ben nota, non lo è altrettanto un fatto molto curioso. Un tempo l’antipasto siciliano non esisteva. Ebbene sì. Possiamo dire che è una “invenzione” relativamente recente e la ragione è presto detta. Mettetevi comodi, perché vogliamo fare un piccolo viaggio nel gusto

Antipasto Siciliano, la storia che pochi conoscono

Un tempo, in Sicilia, non c’era bisogno dell’antipasto. Soprattutto nei ceti meno abbienti, infatti, non c’era bisogno di “esche” per attirare la fame. Il corrispettivo dell’antipasto siciliano moderno erano, tutt’al più, quelli che un tempo si chiamavano “piatti di mezzo“, più somiglianti a un contorno o a piccole porzioni di secondo. Si trattava di piattini con olive, sedano, capperi, acciughe, formaggi, salumi o verdure e fettine di limone. Quei piatti, in passato, servivano più che altro a completare un pasto, mentre oggi tendono ad aprirlo. Da qui derivano anche determinate abitudini in fatto di insalata in Sicilia. Non sono cambiati gli ingredienti delle ricette più tipiche, ma è cambiato il contesto in cui si serve. L’antipasto classico, dunque, era quasi assente nella cucina siciliana. Con il passare del tempo abbiamo recuperato egregiamente, riuscendo a proporre una varietà di antipasti di tutto rispetto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: siciliafan.it