Studiopiù Sicilia

02

Nov

C'è un posto magico a Palermo, un posto che come un vecchio baule o il guardaroba di una nonna, conserva tanti oggetti preziosi e antichi, è il negozio di abiti e accessori vintage "Magazzini Anita" di Elena Scimonelli. Elena, palermitana di 47 anni, s

La provincia agrigentina è quella con la produzione di mandorle più elevata in Italia. Un record che detiene da secoli. Il museo non poteva che nascere in questo angolo dell'Isola

Tra i prodotti della terra che a secoli rappresentano la Sicilia nel mondo vi è certamente la mandorla. La Sicilia vanta l'80 per cento della produzione nazionale e la migliore qualità al mondo di mandorle. Nel 2020 si sono contati 31.465 ettari di territorio e una una produzione di circa 503.845 quintali di mandorle.

Nel territorio agrigentino si è registrata la maggiore produzione con 130.200 quintali raccolti da impianti disseminati su ben 10mila ettari. Qui la resa è attestata a 13,02 quintali per ettaro. È quindi quella agrigentina la provincia con la produzione più elevata in Italia. Un record che detiene da diversi secoli.

Non poteva quindi che nascere in questo angolo della Sicilia, e precisamente a Favara il Museo della Mandorla Siciliana.

Favara infatti è un luogo strategico per la diffusione e la promozione della mandorla perché è il paese dell’agnello pasquale, uno dei più antichi dolci di mandorla, realizzato seguendo una secolare tradizione della pasticceria locale: un cuore di pistacchio ricoperto da mandorle e decorato a mano.

Il Museo della Mandorla Siciliana, ha aperto i battenti da quattro anni, ma si è subito imposto all’attenzione di molti perché ben si inserisce nel circuito di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari siciliane.

La struttura è promossa da Marzipan, un centro di promozione per l’eccellenza agroalimentare ed oggi sede del Distretto del cibo Bio Slow Pane e Olio, iscritto al Registro nazionale dei Distretti del cibo tenuto dal MIPAAF e riconosciuto dalla Regione Siciliana con D.D.G. n. 4248 del 12/12/2019 Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

«Un sogno nel cassetto - spiegano i promotori dell’iniziativa: Salvatore Ciulla, Antonio Alba e Salvatore Mongiovì - rivolto all’individuazione delle eccellenze enogastronomiche in Sicilia, alla scoperta della cultura del cibo, della biodiversità del settore agroalimentare siciliano e dei saperi di chi, da sempre, lavora per l’enogastronomia del nostro territorio».

Chi visita le numerose sale del museo fa un percorso tra tradizione e innovazione di grande interesse e può anche apprezzare alcune degustazioni, come un dolce a base di cubaita (torrone di mandorla) e latte di mandorla.

«Cultura, arte e cibo biologico - sottolinea Salvatore Ciulla - sono per noi connubio e trampolino di lancio per le eccellenze enogastronomiche del territorio del Distretto del cibo a marchio Dop ed Igp esposte nel nostro museo, tra i quali si annoverano vini d'alta qualità siciliana, olio, pasta locale e farine biologiche, biscotti, conserve, marmellate, cioccolato artigianale, saponi vegetali ed erbe aromatiche».

In un'ampia sala sono esposte ben 180 mandorle catalogate presso la zona agrigentina, tra le quali figurano: alaimo, albanisa, amara, aragona, baiamonte, bari flore (bari, grossa, bari nostrana), belvedere, calamonaci, caluriedda, cuscienza, cuti, fra giulio, giuliana, la greca, licata, pizzuta, texas, zicari, zu' paulinu.

«Il nostro museo vanta un percorso alla scoperta della storia del mandorlo, delle sue proprietà, della raccolta e della lavorazione - ci spiegano le guide che accompagno i visitatori -, fino all’utilizzo del frutto in pasticceria e più in generale in cucina, passando dalla testimonianza di alcuni strumenti legati alle fasi di lavoro fino ad arrivare all’esposizione del dolce locale, l’agnello pasquale, il cui prestigio è ormai noto nel mondo».

Il museo si propone come contenitore in continua evoluzione volto a far scoprire, la qualità e la bellezza della mandorla presente in Sicilia con varietà uniche al mondo. Qui possiamo scoprire tutta la storia del frutto, i molteplici benefici e le innumerevoli salutari proprietà.

Ogni fase è ben descritta dentro le mura di questo antico palazzo nel centro storico di Favara: la raccolta del frutto, la fase in cui vengono private del mallo e fatte asciugare al sole per alcuni giorni, la sua lavorazione fino al suo utilizzo nella pasticceria, ma non solo. Un luogo didattico, dunque, dove l'intera storia delle antiche tradizioni diventa oggetto di conservazione e mezzo di trasmissione della memoria presente.

Ma c’è di più: «Siete un gruppo di amici? Una famiglia? La nostra cucina è uno spazio dedicato alla convivialità dei sapori, un vero e proprio melting pot della dieta mediterranea che funge da scenario (in collaborazione con le aziende aderenti al Distretto del cibo Bio Slow Pane e Olio) ad un itinerario di ingredienti biologici a km zero e di stagione - dice il presidente dell’associazione Distretto del cibo Bio Slow Pane e Olio, Salvatore Ciulla -.

Ogni ospite verrà accompagnato verso un viaggio sensoriale alla scoperta delle varietà tipiche locali e attraverso corsi di cucina siciliana, percorsi enogastronomici e laboratori didattici rivolti a ogni tipo di pubblico e in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Basta scegliere la formula con la quale intrattenersi a tavola in nostra compagnia».

L’antico palazzo che ospita il Museo era in origine una rivendita di mandorle del primo Novecento e pur rimando fedele alla tradizione, si propone anche ai turisti come un contenitore in continua evoluzione volto alla scoperta della qualità e della bellezza della mandorla presente in Sicilia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: balarm.it