Studiopiù Sicilia

22

Mar

È entrato nel cuore di tutti con la sua "sana sicilianità": chi è il (vero) Piccionello di Màkari

A interpretarlo è l'attore Domenico Centamore che del suo personaggio ci dice: «Piccionello sintetizza l'umanità e la profondità d'animo propria di noi siciliani»

Dopo le prime due puntate della nuova serie Tv firmata Palomar, andata in onda in prima serata su Rai Uno, per la regia di Michele Soavi, con ascolti di tutto rispetto (più di 6 milioni di telespettatori di media) i personaggi di “Màkari” sono già diventati familiari, soprattutto uno: Piccionello, interpretato da Domenico Centamore.

Sono bastate poche scene, in effetti, perché questo personaggio, con il suo carico di “sana sicilianità” facesse breccia nel cuore di chi, soprattutto in questo momento storico, ricerca autenticità e leggerezza, che non è mai vuota.

«Nel personaggio di Piccionello - ci ha detto Domenico Centamore - c’è moltissimo di me. Quando ho letto i romanzi di Gaetano Savatteri (a cui si ispira la serie Tv - ndr) ho pensato che sembravano scritti su di me quindi è stato facile rendere quest’animo semplice ma al tempo stesso molto profondo.

Ho accettato molto volentieri questo ruolo perché Savatteri riesce a raccontare una bella Sicilia, lontano dagli stereotipi che troppo spesso l’hanno coinvolta. E poi l’unione di questi tre personaggi, l’uno contraltare dell’altro, risultano a mio avviso vincenti.

Ognuno di noi, da Lamanna (interpretato da Claudio Gioè) a Suleima (interpretata da Ester Pantano), ha tratti caratteriali e umani diversi ma complementari.


Abbiamo lavorato bene insieme e credo che oggi il pubblico premi anche questo aspetto».

Domenico Centamore, originario di Scordia, nel Catanese, ma “artisticamente palermitano”, è un attore che si è fatto da sé conquistando, negli anni, la fiducia di grandi registi da Paolo Sorrentino a Matteo Garrone, che lo ha scelto per il suo “Pinocchio”, film attualmente in corsa agli Oscar 2021.

Tra gli altri ha già lavorato anche con Sabina Guzzanti, che lo ha voluto nel cast de “La trattativa”, e Marco Tullio Giordana per “I cento passi”, in cui recitò al fianco prorpio di Claudio Gioè.

«Dopo tanti anni io e Claudio ci siamo ritrovati di nuovo sullo stesso set e per me è stato un grande ritorno. È un attore che stimo molto, lui è una macchina da guerra sul set, ha frequentato l’Accademia, io sono un attore autodidatta e sono più istintivo ma insieme, secondo me, ci completiamo».

Due caratteri certamente diversi che, con il fattore femminile introdotto da Ester Pantano, configurano una squadra di investigatori sui generis che, al momento, sembra piacere molto al pubblico.

«Questo successo ci ha colti alla sprovvista, penso che sia il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge tutto il cast, da Filippo Luna a Sergio Vespertino, tra gli altri, mostrando tra le altre cose i paesaggi splendidi della nostra isola.

Molti hanno ritenuto che Màkari fosse una serie in qualche modo in continuità con quella del Commissario Montalbano ma non è affatto così, nè nelle intenzioni nè nella realtà.

Penso che il pubblico siciliano abbia certamente compreso e apprezzato il lavoro che tutti abbiamo fatto con grande professionalità e soprattutto in un momento difficile, legato alla pandemia. Non è stato facile lavorare in quelle condizioni ma oggi questo riscontro ci ripaga di tutte le fatiche».

E quando a Domenico Centamore chiediamo quale sia l’aspetto che, secondo lui, colpisce di più del suo “Piccionello” non ha dubbi.

«Piccionello sintetizza prima di tutto l'umanità propria dei siciliani, la generosità ma anche la nostra profondità d’animo che viene riscontrata, senza fraintendimenti, da quanti la sperimentano».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: balarm.it