Studiopiù Sicilia

12

Ott

Giardino Pantesco Donnafugata: sorprendente opera di pietra lavica

Facciamo nuovamente tappa a Pantelleria, per scoprire un luogo perfetto nella sua semplicità.

Si tratta di un ingegnoso giardino che ha permesso di coltivare la terra anche con le particolari condizioni dell’isoletta.

All’interno continua a crescere rigoglioso un prezioso albero di arance.

Sono davvero numerosi i motivi che rendono Pantelleria affascinante. In quest’isoletta nel cuore del Mediterraneo, che guarda alla Sicilia e alle coste dell’Africa, la natura regna in perfetta armonia con l’uomo. I paesaggi lasciano senza fiato, il mare assume colori straordinari e si possono vivere esperienze molto particolari. Accanto alle opere della natura, ce ne sono altre dell’uomo, che hanno permesso la coltivazione di terreni a volte ostili. Il giardino pantesco Donnafugata ne è la prova. In contrada Khamma è possibile ammirare questo sistema, le cui origini risalgono al 3.000 a.C., pensato per proteggere le piante dai forti venti e per fare fronte alla scarsità d’acqua.

Un magico giardino

Si tratta di uno dei pochi autentici giardini panteschi ancora presenti sull’isola, in buono stato di conservazione e completamente restaurato. È stato donato dall’azienda vinicola Donnafugata al FAI. All’esterno è delimitato da una struttura a pianta circolare, priva di copertura. Il diametro è di 11 metri e l’altezza, in alcuni punti, raggiunge i 4 metri. Vi è un’unica stretta apertura per accedere, con piccole aperture secondarie, per consentire il passaggio di acqua piovana. All’interno c’è un’autentica pianta secolare di arance “Portogallo”, che occupa tutto lo spazio e può vivere grazie a un sistema agronomico autosufficiente, tramandato fino a noi. Il giardino pantesco Donnafugata utilizza la condensa provocata dall’escursione termica fra giorno e notte e la porosità delle spesse mura in pietra lavica. Queste sono inclinate verso l’interno per captare l’acqua direttamente dall’atmosfera. La pietra è impiegata nella costruzione di canali che raccolgono la pioggia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: siciliafan.it