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Dic

Gli Spumanti dell’Etna conquistano il mercato: crescita a doppia cifra nel 2020

La produzione del 2020 è stata di oltre 160mila bottiglie, crescendo di oltre il 30%.

Non solo rinomati vini bianchi, rossi e rosati, ma anche spumanti Metodo Classico: gli spumanti dell’Etna sono sempre più richiesti, con una produzione di oltre 160mila bottiglie nel 2020 e una crescita di oltre 30% in più rispetto all’anno precedente. Lo ha evidenziato, in una nota, il Consorzio di tutela preannunciando che è al vaglio la possibilità di inserire anche il Carricante tra le uve ammesse nel disciplinare di produzione per questa tipologia. “La produzione di spumanti Metodo Classico nel nostro territorio, sebbene sia stata introdotta nel disciplinare di produzione solo a partire dal 2011, vanta antiche radici” ha detto Antonio Benanti, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Etna Doc. Alla fine dell’Ottocento fu il Barone Spitaleri il primo a intuire le potenzialità del territorio etneo per la produzione di vini rifermentati in bottiglia.

Il disciplinare Etna DOC consente attualmente la produzione della tipologia “Spumante” nelle versioni “vinificato in bianco” e “rosato”, con una permanenza sui lieviti di almeno 18 mesi. “Durante l’ultimo incontro del Consorzio, l’assemblea ha approvato la possibilità di produrre lo spumante solo con metodo classico, a conferma della volontà di voler continuare a perseguire senza indugio la strada della qualità” ha aggiunto Maurizio Lunetta, Direttore del Consorzio di Tutela Vini Etna Doc. “Tra le modifiche approvate dai soci del Consorzio, e che prossimamente entrerà definitivamente in vigore, vi è anche l’aumento dal 60% all’80% dell’utilizzo del Nerello Mascalese, con l’obiettivo di voler legare ancor di più questa tipologia ad uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi del territorio e che ben si prestano alla spumantizzazione”. Il numero di produttori che imbottigliano e commercializzano lo spumante Etna Doc nel corso degli anni è cresciuto e oggi ci sono 16 realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: siciliafan.it