Studiopiù Sicilia

12

Ott

Un museo diffuso nel cuore di Palermo: una nuova vita per Palazzo Costantino e Di Napoli

Sono di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, che hanno già portato a nuova vita alcuni dei palazzi storici più belli e importanti del capoluogo

Sono due dei quattro palazzi che delimitano i Quattro Canti di Palermo, cuore, in un preciso momento storico, della città, quello che viene anche chiamato “teatro del sole”.

Stiamo parlando di Palazzo Di Napoli e Palazzo Costantino, di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, che hanno portato a nuova vita alcuni dei palazzi storici più belli e importanti del capoluogo.

I due palazzi, storicamente molto importanti e pregiati per la presenza di affreschi e interventi artistici di gran pregio, sono - come dicevamo - tornati all’originaria bellezza e pronti ad aprire le loro porte per accogliere progetti importanti, legati al mondo della cultura.

«Palazzo Costantino - ci ha detto Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona - ancora in fase di restauro aveva ospitato un’installazione per Manifesta 12, nell’anno di Palermo Capitale della Cultura, nel 2018. Ma non si poteva apprezzare in tutto il suo splendore proprio perché in piena fase di lavori.

Negli anni, ancor prima di iniziare i lavori di recupero, abbiamo fatto un processo un po’ insolito rispetto all’andamento attuale. Abbiamo recuperato tutte le quote dagli altri proprietari degli immobili così da costituire un’unica proprietà da destinare a progetti in ambito culturale.

Oggi, oltre ad aprirci alle visite nel periodo del Festival Le Vie dei Tesori, abbiamo già avviato le procedure per rendere i due palazzi storici sede di un museo diffuso sulla città di Palermo.

I Quattro Canti sono stati, e lo sono tutt’oggi, il cuore del centro storico, dove la gente e i turisti passano ripetutamente e quindi quale miglior posto per mettere a regime tutto il materiale che racconti, appunto, il capoluogo.

Al momento abbiamo presentato il progetto e iniziato le interlocuzioni e quindi stiamo procedendo in questa direzione».

Entriamo nel merito di questi immobili. La facciata principale di Palazzo Di Napoli - come le altre - è scandita da elementi architettonici classici nei quali sono inserite monumentali statue marmoree barocche datate 1609-1620, dalle quattro sante patrone, S. Cristina, S. Ninfa, S. Agata e S. Oliva (quest’ultima sul Palazzo di Napoli, opera di Gaspare Guercio) ai re Asburgo-Spagna , Carlo V, Filippo II, III e IV; e nella parte basamentale le personificazioni delle quattro stagioni, su progetto di Salvatore Bonomo, e altre sculture di G. Tedeschi e G. Cirasola.

Nel Settecento i Polizzi realizzarono lo scalone in marmo rosso di Trapani e riposi a disegni in marmo bianco e nicchie. Nell’atrio di accesso è presente una monumentale colonna monolitica di Billiemi. Nei saloni di piano nobile sono presenti, invece, lambrie ascrivibili al Seicento e al Settecento.

Il palazzo fu danneggiato durante le insurrezioni garibaldine (1860), la facciata su Corso Vittorio è stata rimodulata con caratteristiche decorative classico-accademiche e vistosa bugnatura al primo livello.
Dal 1929 fu sede della Rinascente che ne riorganizzò gli spazi e poi dell’Upim, fino alla fine degli anni sessanta.

Il palazzo che fu soggetto ad innumerevoli frazionamenti è stato unificato, ad eccezione di alcune botteghe, nel 2000.

Nel 2005-2006 è stato effettuato un radicale intervento di ristrutturazione e di adeguamento sismico con finalità pubbliche con il rifacimento di tutti i solai, consolidamento e adeguamento dei setti verticali.

Palazzo Costantino, invece, fu edificato da Giuseppe Merendino su strutture seicentesche, fu poi ereditato dalla Famiglia Merendino, oggetto di un rilevante ripristino nato da un’idea di Andrea Giganti, ma protratto fino alla fine del settecento su progetto dell’architetto Venanzio Marvuglia, che operò su elementi tradizionali del settecento integrandoli con il nascente stile neoclassico.

Consta di 8.600 metri quadri con un vasto cortile, munito di uno pseudo portico su colonne ioniche trabeate in marmo rosso di Castellammare, in fondo al quale si accede allo scalone a doppia rampa che porta al piano nobile.

Sopra si trovano stanze e saloni con affreschi di elevatissimo pregio di Gioacchino Martorana e Giuseppe Velasco. Sui soffitti le allegorie della Virtù, Diana e Endimione e la battaglia di Costantino; oltre a tanti esempi dell’impegno dei più insigni pittori barocchi siciliani.

I Costantino erano una famiglia di magistrati e il Palazzo fu l’importante e celebre dimora di rappresentanza della famiglia.

Purtroppo negli ultimi anni ha subito alcuni danni come lo smantellamento e la vendita di un magnifico pavimento in maiolica, che oggi si trova in un lussuoso hotel a Parigi, ma dopo il restauro è ritornato a splendere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: balarm.it