Studiopiù Sicilia

11

Mar

Una siciliana per Dior: nella nuova collezione gli "specchi femministi" di Silvia Giambrone

Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior dal 2016, ha chiesto la collaborazione per la nuova collezione di Silvia Giambrone, artista contemporanea agrigentina

Il marchio di moda europeo tra i più rinomati, stiamo parlando della casa di moda Dior, ha scelto le opere di un'artista siciliana per "raccontare" - non a caso usiamo questo verbo - per immagini la nuova collezione Autunno-Inverno 2021-2022.

Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior dal 2016, ha chiesto la collaborazione per questa collezione che si addentra in un territorio in cui è abolita la dimensione di tempo e spazio, di Silvia Giambrone, artista contemporanea siciliana.

Dalle immagini del video si possono vedere suggestioni, intenzioni e inciampi che danno sostanza e forma all’articolata costellazione di abiti e accessori: il tutto ricreando il mondo delle fiabe.

Centro focale di questa narrazione è, come nelle favole appunto, lo specchio: oggetto simbolo anche nella moda.

La scelta dell'agrigentina Giambrone non è stata casuale, poichè tra le sue opere di punta ci sono, tra le altre produzioni, anche degli specchi.

Come viene spiegato dall'artista nel video, collegando il mondo dell'opulenza e della fantasia con un obiettivo moderno, la Giambrone cambia volto alla Galleria degli Specchi, location scelta dalla casa di moda, così come è sempre stata, e la anima con un principio di dualità.

L'artista considera il suoi specchi, in questo caso, femministi «perché sostituiscono il potere con il conflitto».

Cera e spine prendono il posto della superficie riflettente: del resto spesso bellezza e pericolo vanno di pari passo...

Con le sue opere, dunque, l'artista propone un connubio fatto dalla paura di pungersi e dal conforto della cera, rispondendo ancora una volta al dictat della sua arte.

Come si legge sul suo sito, infatti, attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi – performance, installazione, scultura, suono, video – il lavoro della Giambrone esplora le politiche e le pratiche del corpo con una particolare attenzione alle forme più sotterranee di assoggettamento.

La sua ricerca indaga la dimensione politica dell’intimità poiché essa è il terreno in cui si radicano le forze più misteriose di ognuno.

Osservando con sospetto il rapporto tra le relazioni e gli oggetti, che si offrono sempre più come simulacri degli aspetti più reconditi delle dinamiche relazionali, il suo lavoro opera una ricognizione sul domestico e sulle sue tensioni più profonde.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: balarm.it