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Volti imbronciati e gocce di vita: da Palermo Elisa gira il mondo con le sue bambole

Volti imbronciati e gocce di vita: da Palermo Elisa gira il mondo con le sue bambole

Le bambole da sempre la affascinano. Un giorno di quindici anni fa, casualmente in un negozio di belle arti compra un panetto di cernit (pasta sintetica che si modella a mano e poi si inforna a cento gradi) e plasma la sua prima bambola con le sue mani.

Da allora Elisa Gallea passi in avanti, in questa che è diventata la sua professione, ne ha fatti molti. Oggi è un'artista molto apprezzata e amata soprattutto in Russia e in America dove il mercato delle bambole è fiorente.

«La prima bambola che ho realizzato con le mie mani è risultata un mostriciattolo - racconta la doll artist palermitana sorridendo -. Qualche anno dopo, ho trovato un libro su come realizzare le bambole col cernit e da lì ho cominciato a comprendere la tecnica. Adesso mi sono molto discostata anche da quella pratica che ho appreso con quel libro e seguo una tecnica tutta mia».

Elisa oggi ha quarant'anni e la sua principale professione è proprio questa, non ha fatto studi in accademia di Belle Arti, ha studiato Scienze della Comunicazione, ma in famiglia in molti hanno la vena artistica: «Mio nonno dipingeva - spiega - e mia madre insegna arte. Il mio percorso è nato dalla mia passione per questo oggetto e pian piano ho scoperto tutti i trucchi e le tecniche che ho anche affinato col tempo e la passione».

Le sue bambole sono molto realistiche, sembrano delle vere bambine, in Sicilia è praticamente l'unica a realizzarle così e anche in Italia sono un paio le artiste/artigiane che creano questa particolare tipologia di bambole. Dopo aver realizzato il visoaggiunge i capelli, che sono capelli veri o lana mohair e gli occhi che sono in vetro di murano, elementi le arrivano dalla Germania. Inoltre Elisa dipinge le sue bambole a mano, con colori ad olio alcheidici per fare il rossore delle gote o le lentigini.

A poco a poco si è specializzata, adesso gira per le mostre e le esposizioni dall'Europa dell'Est all'America, da dove ha cominciato con due esposizioni: una a New York e una a Orlando.

«Mi piacciono le bambole realistiche - racconta - mentre in molti creano bambole fantasy, come fate o creature dei boschi. Per completare una bambola impiego circa un mese, e una cosa che amo fare è dare un'anima a ognuna di loro, una storia, mi piace dire che ad ogni bambola una goccia di vita e tutto parte dallo sguardo.

Raramente faccio bambole che sorridono perché un sorriso è statico, mentre un volto imbronciato dipende da come si guarda può suscitare diverse emozioni, sembrano più naturali e vere. Non dò un nome proprio ad ogni bambola, preferisco dare come nome un momento specifico che cerco di catturare, come: attesa, riposo, leggendo».

Ha vinto anche alcuni concorsi, si è ben classificata in diverse competizioni e ha ricevuto tre copertine di alcune riviste specializzate, Elisa è molto apprezzata in questo mondo dove ormai si muove a suo agio tra gelleristi specializzati e contesti dedicati a questo ambito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Balarm.it