Studiopiù Sicilia

14

Ott

"Zighizaghi": l'innovativo giardino modulare realizzato in Sicilia e ora riprodotto in Cina

Il progetto risale al 2016 ed è opera dell'architetto siciliano Francesco Lipari e del team di OFL Architecture, realizzato a Favara tra le opere della Farm Cultural Park

«Amo l'architettura perché è imprevedibile e ti riserva sempre tante sorprese». Lo sa bene Francesco Lipari, architetto siciliano che ha visto realizzato un suo progetto nella lontana Cina, a Ningbu, nella provincia di Zhejiang.

La sorpresa sta nel fatto che Lipari fosse allo scuro di tutto.

«All'inizio mi sembrava un fotomontaggio, uno scherzo fatto dai miei amici, poi ho visto che faceva parte di un progetto di un grande parco in Cina. Fa sempre piacere vedere realizzata una propria idea - ci ha detto - è segno che funziona; non me la sono presa per il fatto che lo abbiano fatto a mia insaputa, mi dispiace solamente perché dalla condivisione possono sempre nascere collaborazioni e nuove interazioni. Ho vissuto per diverso tempo in Cina e i cinesi sono così, che ci vuoi fare, si affezionano. Credo, comunque, che il plagio sia un omaggio a quello che crei».

Il progetto in questione risale al 2016; in quell'anno la Farm Cultural Park di Favara, in occasione del loro compleanno che cade a giugno, chiese a Lipari e al suo gruppo di lavoro, OFL Architecture con sede a Roma, di collaborare e nacque "Zighizaghi".

«Abbiamo scelto questo nome per il giardino modulare - ci ha detto Lipari - perché la sua forma richiama il suono onomatopeico delle linee a zig zag. In quell'occasione il giardino venne realizzato, ed è ancora fruibile, grazie anche alla collaborazione con un privato che mise a disposizione parte dell'ingresso del suo negozio, riconfigurandolo come spazio urbano».

Il progetto si compone di due livelli: l'orizzontale (il pavimento) e il verticale (i sistemi di illuminazione); il primo è realizzato da elementi lignei in pino marino in multistrato fenolico e nodi di Okoumè, ed è progettato per assumere diverse configurazioni grazie alla modularità e alla flessibilità della sua geometria.

Il livello verticale, invece, è composto da sei prismi rossi a quattordici facce, denominati Super Pod, costituiti da un corpo luminoso e da un altoparlante. Questi elementi tridimensionali, nati come omaggio a “Pfff” (il padiglione gonfiabile realizzato da Citivision e Farm Cultural Park), sono oggi utilizzati con l'obiettivo di “contaminare” le periferie della città attraverso l'arte e l'architettura.

La caratteristica vincente, tra le altre, di Zighizaghi è quella di trasformare lo spazio esterno in un ambiente dinamico dove la musica fa da veicolo tra natura e visitatori.

Da allora il giardino modulare di strada ne ha fatta, prima di giungere ad essere riprodotto in Cina: il progetto, infatti, è molto richiesto dai giornali di settore e ha ottenuto diversi riconoscimenti, come il "best landscape" per The Plan nel 2017.

«È un progetto che porta in seno delle caratteristiche legate alla sostenibilità, con l'apporto di tecnologie dette ‘empatiche' che permettono di riconnettendosi con uno spazio di decompressione, quale può essere appunto questo giardino, rispetto al tessuto urbano.

Zighizaghi è il terzo progetto di "Architettura emozionale" che realizzo con il mio team, gli altri sono il Wunderbugs, un'architettura interattiva interamente dedicata alla relazione uomo-insetto, ispirato alle forme tipiche del barocco romano, ibridate con le geometrie che gli insetti sono in grado di produrre.

L'altro è Sainthorto un giardino che interagisce con l'ambiente, producendo un paesaggio sonoro, dove la melodia cambia in base ai mutamenti ambientali e ai parametri meteorologici, plasmando uno spazio sempre unico».

Nonostante dall'età di 18 anni viva e lavori a Roma, Francesco Lipari continua ad avere uno stretto legame, creativo e affettivo, con la Sicilia dove ha realizzato diversi progetti; non ultimo l'attuale che lo vede occupato, già da tre anni, a Licata per la realizzazione di un complesso parrocchiale.

Il prossimo maggio, infine, sarà ospite della Biennale di Architettura a Venezia con un progetto, tra l’architettura e la robotica, che presenterà una macchina per la rigenerazione del suolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Balarm.it